DETRAZIONE PER L’IMPIANTO D’ALLARME, COME FUNZIONA: GUIDA 2019/2022

Detrazioni Fiscale Allarmi Domestici entro il 31 dicembre 2022

La Legge di Stabilità ha prorogato il bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie, comprese le spese sostenute per la protezione e la sicurezza. Rientrano quindi nella legge anche tutte le spese relative all’installazione di un impianto d’allarme antintrusione e di videosorveglianza. Le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 sono detraibili nella misura del 50%. Il bonus sicurezza è valido fino al 31 dicembre 2022. Il bonus opera sotto forma di detrazione IRPEF delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione delle abitazioni (Casa Sicura) e delle parti comuni negli edifici residenziali (Condominio Sicuro). L’agevolazione viene divisa in 10 anni da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi, per un tetto massimo di 96.000 euro come importo totale di spesa.

In base alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate con le detrazioni fiscali 2019/2022 sono agevolabili le spese:

– Sulle singole unità abitative: sistema antifurto;

– Sulle parti condominiali: allarme (riparazione senza innovazioni dell’impianto o riparazione con sostituzione di alcuni elementi).

Chi può usufruire delle Detrazioni Fiscale Allarmi Domestici 2019/2022?

Tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF. In particolare, l’agevolazione spetta ai proprietari, ai titolari di un diritto reale di godimento e agli inquilini di un immobile.

Quali spese si possono detrarre con le Detrazioni Fiscale Allarmi Domestici 2019/2022?

– Spese per la progettazione e per le altre prestazioni professionali connesse;

– Spese per l’acquisto dei materiali;

– Compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;

– Imposta sul Valore Aggiunto (IVA).

Come ottenere le Detrazioni Fiscale Allarmi Domestici 2019/2022?

– Effettuare i pagamenti con bonifico bancario o postale nella modalità “parlante”

– Causale del versamento, codice fiscale del soggetto che paga, codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

– Indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile.

– Conservare ed esibire tutti i documenti relativi ai lavori.

Iva agevolata al 4% e al 10% per le ristrutturazioni

Per ottenere le agevolazioni fiscali previste dal bonus ristrutturazione e l’applicazione dell’iva al 10% e al 4% occorre presentare una documentazione precisa e articolata. Innanzitutto occorre l’autocertificazione che attesta l’applicabilità dell’agevolazione. Per ogni tipo di intervento, quindi, va allegata e presentata la dichiarazione Iva agevolata con i relativi documenti.

Per l’ iva agevolata al 4% o 10%, prevista nel caso di lavori di ristrutturazione della prima casa occorrono i seguenti documenti:

– L’ eventuale copia della concessione edilizia

– La copia del documento e del codice fiscale

– L ‘autocertificazione dell’Iva agevolata al 4%

Nel caso l’Iva agevolata al 4% o 10% sia applicata alla ristrutturazione di un fabbricato rurale abitabile, i documenti sono esattamente gli stessi.

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